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Audience passivo

A sbraitare e litigare in Tocqueville, nella cittá dei liberi, sono stati sempre e solo i soliti noti. La stragrande maggioranza dei cittadini sono entrati per avere visibilitá (non so quanta ne abbiano ottenuta in cambio, considerando la politica delle botte sulle spalle...) per poi finire per dimenticarsi di esserlo, cittadini. E qui sta tutto il limite ma nello stesso tempo grande potere di chi Tocqueville lo manovra. Si presentano i grandi numeri come indice di successo e la passivitá dei cittadini come indice di appoggio. La realtá invece indica come i problemi interni a Tocqueville scivolino sul piano inclinato dell´indifferenza generale. Perché affermo tutto questo? Come dicevo poche righe fa e mi preme sottolineare, pienamente coscienti del fatto, si fa uso della passivitá come lasciapassare di iniziative di pochi.

"Poi, e gli interventi in questo thread di commenti me l'hanno confermato ancora una volta, la stragrande maggioranza dei cittadini continua a fidarsi del modo con cui è stata gestita TQV fino ad oggi e non avrà nessun problema riguardo al futuro. Dopo aver scritto questo post, ieri, mi aspettavo una valanga di cancellazioni dell'iscrizione. Per ora ne è arrivata una. Magari qualcuno ha ancora le idee confuse e domani ci sarà una fuga di massa. Ma per ora non è così. E io, invece, sono ancora indietro con le nuove iscrizioni."

Questo il commento di Andrea nel post Il Futuro di TV. Il silenzio assenso come base di conferma e appoggio.
Ecco un altro dei motivi che mi hanno spinto ad abbandonare.

Corrado
Robinik
Otimaster

Pubblicato il 25/9/2006 alle 18.22 nella rubrica Diario.

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