.
Annunci online

  DaveriK [ Il lusso di stare all´opposizione ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


Il Foglio
Panorama

Dx o Sx?
storia di Israele
libero Blog

BLOGS
Neocon Italiani
matteofontana
robinik
gdm
Fausto Carioti
calimero
watergate
starsailor
kagliostro
orpheus
germanynews
Otimaster
freedomland
cecilia
SGS
walking class

IL TRIUMVIRATO
logica
odisseus
daverik

caius
juan de marco

Forza Italia
Lega Nord
Alleanza Nazionale
Riformatori Liberali
UdC
PRI
Movimento per L'Autonomia

PENSIERI DIAMETRALMENTE OPPOSTI
Montezuma

OTHERS
Sapo
Susina
Alessandro

WORLDS BLOGS
EU referendum
lgf
green helmet
Epistemes

AGGREGATORI
La Mannschaft
Tocqueville
TRN

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


7 maggio 2006

Repubblica Popolare Italiana

Da domani comincia l´elezione del Presidente della Repubblica.Lo spettacolo offerto in questi giorni é desolante. Al Quirinale potrebbe approdare un comunista, uno con la falce e il martello nel cuore. A parte qualche staterello sudamericano, qualche isoletta sperduta e qualche superpotenza in pectore, tutte le Nazioni evolute si sono accorte oramai che il muro di Berlino é caduto, ma soprattutto che non é caduto da solo. Rimane l´Italia, caso unico in Occidente. I comunisti ci sono, numerosi, mostrano orgogliosi la falce e il martello, e ció non sarebbe fonte di preoccupazione se non fossero una parte importante della coalizione di governo.
Il giochino é chiaro, Romano Prodi aveva promesso UNA poltrona a DUE esponenti di spicco (a voi trovare i nomi). Chiaro che a carte scoperte ci si é resi conto che far sedere due fondoschiena (comunisti) su una sedia, non é gioco facile.
Sappiamo tutti benissimo come é andata a finire ed ora ci troviamo come terza carica dello Stato Bertinotti, con discorso di insediamento su operaio e padrone, roba da fine ´800.
Romano di matematica é uno potente e si é reso conto, immediatamente, che uno dei due contendenti era rimasto in piedi. Troviamogli una sedia, da qualche parte, forse meglio una poltrona, comoda e che non scotti...e zac. L´Unione, disunita, presenta, non ufficialmente, D´Alema quale candidato per il Quirinale.
Vincerá? Se la candidatura rimane credo proprio di sí. Conseguenze? Al referendum di giugno non andate a votare, la vera riforma della Costituzione é stata portata avanti in un solo mese, senza ripetuti passaggi parlamentari. Dalla prossima settimana l´Italia diventa una REPUBBLICA POPOLARE, a 17 anni da Tian an Men.

Prenotiamo qualche piazza?

P.S: Kagliostro propone Fini Presidente della Repubblica per rappacificare l´Italia. Fermatevi un secondo a riflettere. Non é una fesseria, sarebbe una proposta ragionevole...se non fossimo in Italia e se non avessimo QUESTA sinistra. Fantapolitica.




permalink | inviato da il 7/5/2006 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


26 gennaio 2006

Gli assurdi paragoni di un vecchio che si crede saggio

"Abbiamo combattuto contro il nazismo e il fascismo, molti hanno dato la vita per la libertà, mai avrei pensato che nel nostro Paese si tornasse a parlare di epurazione, censura, regime, secessione e si mettesse in discussione la Carta dei Padri della Patria. Il 23 Marzo 2005 (Il Senato approva la riforma della II parte della Costituzione in seconda lettura ndDaverik) è una data tremenda per la Costituzione e la democrazia italiana (nel 2001 il centrosinistra riformò alcuni articoli della Costituzione, ma loro possono... ndDaverik). Nello stesso giorno di molti anni prima, il 23 marzo 1919, gli "Arditi" decisero di costituirsi in "Fasci italiani di combattimento" e quella data fu celebrata in seguito come l'inizio del fascismo. [...] Oggi, dopo ottantasei anni, il Senato approva la riforma costituzionale voluta da Berlusconi, Bossi, Fini e Follini e dalla loro maggioranza. Ma guarda che combinazione. Per l'occasione Carla Voltolina, la vedova del presidente della Repubblica Sandro Pertini, ha rotto un riserbo ceh andava avanti da anni: <<L'approvazione del testo di modifica della Costituzione Repubblicana suscita grave inquietudine, e mi impone di rompere denza indugio il silenzio. Le modifiche costituzionali prefigurano, come è stato osservato da auterovoli studiosi, una repubblica "bonapartista", esse riecheggiano per taluni aspetti, aggiungo senza troppo sforzo di fantasia, le leggi fascistissime del '25>> (ma la Signora Voltolina dove era nel 2001...ma loro possono ndDaverik). Nello stesso giorno del voto, il Predidente del Consiglio, il cavalier Berlusconi, viene indagato dalla Procura di Milano per corruzione...".

E il delirio andrebbe avanti per pagine e pagine. Questo è il modo di scrivere di uno dei più stimati giornalisti italiani: Enzo Biagi. Nessuno mette in dubbio le sue esperienze e la sua carriera. Qui però si assiste al delirio della fantasia e della parzialità.

Libro "Era ieri" Rizzoli Enzo Biagi




permalink | inviato da il 26/1/2006 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


25 gennaio 2006

e ora tocca alla Palestina

Le elezioni in Palestina sono in corso. I seggi sono stati aperti a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Oltre un milione di persone è chiamato al voto per rinnovare l'Assemblea legislativa palestinese.I seggi rimarranno aperti per 12 ore, fino alle 19 ora locale (le 18 in Italia). Nelle prime elezioni legislative palestinesi da un decennio, i diversi schieramenti si disputano la maggioranza dei 132 seggi del Consiglio legislativo palestinese (parlamento). Gli elettori potranno scegliere i candidati tra 11 partiti. In totale, vi sono 1.008 seggi elettorali, di cui 254 nella Striscia di Gaza e 754 in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
La consultazione è di grande importanza perchè per la prima volta il primato del partito Fatah, principale componente dell'Olp, rischia di vacillare. Gli esponenti del partito di Yasser Arafat devono fronteggiare l'offensiva politica di Marwan Barghouti (già capolista di Fatah, ma da giugno 2004 in carcere in Israele dove sta scontando cinque ergastoli) e di Mohammed Dahlan (uomo forte di Gaza, a lungo capo della sicurezza). Ma la vecchia dirigenza di Fatah dovrà anche misurarsi con gli esponenti di Hamas, che partecipa per la prima volta al voto. Gli ultimi sondaggi danno Fatah e Hamas testa a testa.

Nonostante alcuni rappresentanti dei partiti in lizza abbiano un passato non certo immacolato il passare la parola alla politica e a delle elezioni é pur sempro un passo verso la democrazia. E come si é fatto il tifo per gli afgani e per gli iracheni é giusto appoggiare il POPOLO palestinese nel loro travagliato e difficilissimo cammino verso la pace (e soprattutto la libertá dalla LOGICA DEL TERRORISMO).




permalink | inviato da il 25/1/2006 alle 9:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


8 gennaio 2006

Una lettera agli europei






permalink | inviato da il 8/1/2006 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


12 dicembre 2005

Aprile 2006: vangata nei marroni?

Calimero ci dà per spacciati: ci lascia solo l'amara scelta di quale "morte" morire.

"Ad aprile è scoppola. Vangata sui marroni. Randellata sulla capa. Pugno nello stomaco"

Ed io ho scelto vangata nei marroni. Perchè fa male e soprattutto perchè raggiunge la perfezione nel simbolizzare l'autodistruzione. Infatti se ad Aprile perderemo, sarà solo e solamente colpa nostra e della coalizione nella quale ci identifichiamo.

Il centro-sinistra non ha idee, non ha programma se non quello di "disfarsi" delle riforme targate centrodestra. Nonostante ciò vi è un afflusso tra i loro ranghi di delusi. Delusi da promesse che sembrano non mantenute, o quantomeno solo in parte. Il futuro radioso dipinto tarda inoltre ad arrivare. I sondaggi ci danno spacciati. Tutti gli ultimi appuntamenti elettorali sono state vangate dolorose.

E' allora mi sono chiesto: son fesso io a crederci ancora in una vittoria ad Aprile?
  
Ho "sfogliato" il mio blog. Vi ho trovata tanta speranza, troppa; ma vi ho trovato anche i motivi che TUTTORA mi portano a crederci.

A credere che un centrosinistra così non è adatto all'Italia.
A credere che molto è stato fatto.
A credere che è importantissimo INFORMARE su ciò che è stato fatto e su come incide nella vita di tutti i giorni.
A credere in un'Italia nuova, più moderna, FEDERALE.
A credere in un leader che ha ancora voglia di combattere
A credere in un'Italia, importante nel mondo e non più supina nei confronti degli altri Stati europei
A credere in una coalizione con ideali uguali ma "metodi" differenti
A credere che dopotutto i sondaggi non sono delle verità assolute

A credere che se ad Aprile sarà mazzata nei marroni farà male; ma tutto ciò non sarà stato inutile. Creare un pensiero alternativo alla sinistra: questo è lo scopo ultimo e in questo sì che VINCEREMO.

Grazie Calimero, comunque.




permalink | inviato da il 12/12/2005 alle 13:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


29 novembre 2005

Illusionisti o nullafacenti?

Casini contro Berlusconi: stop agli illusionisti.
Giorno dopo: mi riferivo alla sinistra.
Insomma smentita su smentita comunque quella parolina dalla sua bocca é uscita. E accettiamo pure che sia rivolta a Silvio.
Ebbene, io lo trovo in parte innegabile. L´Italia e gli Italiani si aspettavano un miracolo; perché un miracolo era stato promesso. Non mi dilungheró in spiegazioni varie sul perché ora questo miracolo non si sia affermato. Prendiamo per buono che gli avvenimenti che hanno scosso il globo terrestre in ogni longitudine e latitudine non abbiano avuto nessun effetto sull´Italia.
Definiamo addirittura i vari scioperi e i mille paletti messi da sindacati e opposizione tra le ruote del carro governativo legittimi e giustificati.
Insomma, in questo scenario estremo: il meno giustificante e meno comodo per la CdL, ebbene ripeto, in questo scenario la CdL ha messo in cassaforte un buon numero (mi limito a buono) di riforme e leggi varie. (Leggasi "Potrei persino piangere" per una lista riassuntiva).
Riforme che per la maggior parte avranno comunque non effetto immediato, per una scelta logica di non mettere il paese nella condizione di cambiare dall´oggi al domani. E i risultati si vedranno (se non verranno spazzate via nella prossima legislatura: programma del centrosinistra).
La domanda sorge spontanea: meglio dare il voto a delle persone che han promesso, e forse illuso l´Italia ma nel contempo queste promesse le hanno mantenute (con il roseo scenario descritto sopra) o ad una coalizione (che ormai si sta giá spartendo le cariche governative) che, anni fa, avuta giá l´occasione, si é grattata per una legislatura completa, i MARRONI?

Legittimo non lasciarsi illudere piú; da creauture non pensanti preferire il NULLA (nelle migliori delle ipotesi, nelle peggiori, lo sfascio completo) come alternativa.

Agli elettori la risposta




permalink | inviato da il 29/11/2005 alle 11:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 novembre 2005

El Estatut

Si é fatto un gran parlare dello Statuto Catalano. Ho chiesto ad un amico, Juan, di provare a scrivere qualcosa per chiarirmi le idee. Lui, molto gentilmente si é prestato al "gioco" e qui riporto il risultato (la prima puntata quanto meno, sono 2 in totali, nella prossima le novitá contenute nel nuovo Statuto):



Cataluña y España, diferentes.

Ya ha llovido desde que en 1979 se aprobase el Estatut catalán. Eso eran otros tiempos, tiempos de constitución (1978), tiempos de abolir la Dictadura, tiempos de reivindicarse y de reclamar lo que se habí­a perdido. Ahora las cosas son diferentes, los problemas son otros y si uno no se actualiza, pues no se avanza. Es aquí donde entra en juego la reforma del Estatut catalán.

Ne é passata di acqua sotto i ponti da quando nel 1979 si approvó il "Estatut catalán". Erano altri tempi, tempi della Costituzione (1978), tempi dell´abolizione della Dittatura, tempi per rivendicarsi e reclamare ció che si aveva perso. Adesso le cose sono diverse, i problemi sono ben altri e se non ci si attualizza, orbene, non si va avanti. È qui che entra in gioco la riforma del "Estatut catalán".

Breve historia.
 
«La Constitución española se fundamenta en la indisoluble unidad de la Nación española, patria común e indivisible de todos los españoles, y reconoce y garantiza el derecho a la autonomí­a de las nacionalidades y regiones que la integran y la solidaridad entre todas ellas».
 
"La Costituzione Spagnola si basa sulla indissolubile unitá della Nazione Spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli, e riconosce e garantizza il diritto all´autonomia delle nazionalitá e regioni che la compongono e la solidarietá tra di loro"

Al hablar de los nacionalismos en España, los libros de Historia se remontan a las tesis federalistas de Pi y Margall, a mediados del siglo XIX. Pero es con la II República, en 1931, cuando el nacionalismo catalán asoma con fuerza, impulsado por un fuerte sentimiento autonomista y una identidad cultural definida por la lengua, la literatura y las tradiciones. 

Al parlare dei nazionalismi in Spagna, i libri di storia si rifanno alle tesi federaliste di Pi e Margall, a metá del secolo XIX. Peró é solo con la II Repubblica, nel 1931, che il nazionalismo catalano si affaccia con forza, spinto da un forte sentimento autonomista e una identitá culturale definita dalla lingua, la letteratura e le tradizioni.

Tras un intento fallido de la izquierda nacionalista de establecer una república en suelo catalán, Esquerra Republicana de Cataluña consigue representación parlamentaria en las elecciones de 1931, y logra para Cataluña un gobierno provisional autónomo que ya entonces recibe el nombre de 'Generalitat', con competencias administrativas y de coordinación en la gestión de sus cuatro diputaciones provinciales (Barcelona, Girona, Lleida y Tarragona) y al que se le encarga la tarea de elaborar un proyecto de Estatuto que debería someterse a la aprobación de las Cortes en Madrid. El 15 de septiembre de 1932, el Estatuto entra en vigor.

Dopo un tentativo fallito della sinistra nazionalista di instaurare una Repubblica sul suolo catalano, Esquerra Republicana di Catalunya ottiene rappresentazione parlamentare nelle elezione del 1931, e ottiene per Catalunya un governo provvisorio autonomo che giá allora riceve il nome di "Generalitat", con competenze amministrative e la coordinazione nella gestione delle sue quattro province (Barcelona, Girona, Lleida e Tarragona) e al quale si incarica il compito di elaborare un progetto di Statuto che doveva sottoporsi alla approvazione delle Cortes a Madrid. Il 15 di settembre del 1932, lo Statuto entra in vigore. 

Cataluña fue la primera y única región que convirtió en realidad su autonomí­a antes de la guerra civil (1936-1939). Aunque en 1938 se deroga el Estatuto, la Generalitat sigue funcionando en la zona republicana hasta el final de la guerra; y después, con la dictadura, continúa viva en el exilio, presidida sucesivamente por Luis Companys, Josep Irla y Josep Tarradellas.

Catalunya fu la prima e unica regione che convertí in realitá la sua autonomia prima della guerra civile (1936-1939). Sebbene nel 1938 si abroga lo Statuto, la Generalitat continua a funzionare nella zona Repubblicana fino alla fine della guerra; e poi, con la dittatura, continua viva nell´esilio, presieduta nell´ordine da Luis Companys, Josep Irla e Josep Tarradellas.

La muerte de Franco desbloquea la situación, y tras las primeras elecciones democráticas, el 15 de junio de 1977, el Ejecutivo de Suárez negocia la vuelta de Tarradellas y el restablecimiento de la Generalitat. El 11 de septiembre de 1977, dí­a de Cataluña, un millón de personas se manifiesta en Barcelona reivindicando la autonomí­a y la vuelta del 'president'. El 29 de septiembre, un real Decreto de Ley restablece provisionalmente la Generalitat. Y el 23 de octubre Tarradellas vuelve a casa y deja atrás 38 años de exilio con su histórico «Ja sóc aquí». Cataluña fue la primera comunidad en estrenar su preautonomía, que, tras la Constitución, desemboca en la aprobación del Estatuto (1979).

La morte di Franco, sblocca la situazione, e dopo le prime elezioni democratiche, il 15 di Giugno del 1977, l´Esecutivo di Suarez negozia il ritorno di Tarradellas e il ripristino della Generalitat. L´11 di settembre del 1977, il giorno di Catalunya, un milione di persona manifesta a Barcelona rivendicando la autonomia e il ritorno del "president". Il 29 di settembre, un Decreto Legge del Re ristabilizza provvisoriamente la Generalitat. E il 23 di ottobre Tarradellas ritorna a casa e lascia dietro di sé 38 anni di esilio con il suo storico "Giá sono qui". Catalunya fu la prima comunitá nel mostrare la sua preautonomia, che, dopo la Costituzione, sbocca nell´approvazione dello Statuto (1979)

Per chi volesse lasciare commenti, e non é molto pratico con la lingua spagnola, semplicemente scrivere in italiano. Juan capirá. (o tradurró:)




permalink | inviato da il 22/11/2005 alle 17:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


31 ottobre 2005

Miracoli di ottobre: al Cavaliere rispuntano i marroni

Silvio, il nostro Premier, il Presidente del Consiglio di tutti gli italiani è volato negli Stati Uniti. E ben venga.
Le dichiarazioni di alcuni giorni fa (leggasi i post, "Un leader piccolo piccolo" 1972, oppure "Caro Cavaliere" Otimaster, ma ce ne sono molti altri, basta fiondarsi su Tocqueville) di Berlusconi sulla sua contrarietà alla Guerra in Iraq mi hanno deluso. Non è certo una novità il fatto che il nostro Premier abbia cercato una alternativa alla guerra e nemmeno si sia schierato in prima linea inviando uomini durante "il conflitto". Però il suo appoggio alla "causa" era pieno e incondizionato. Rilasciare certe dichiarazioni dopo le eroiche prove di Democrazia dei cittadini Iracheni non è da furbi e nemmeno da dilettanti; è semplicemente da polli: proprio adesso che l'Iran sta giocando contro il resto del mondo.
E adesso se ne è volato in America.
E' ottobre, le foglie cadono e i marroni pure, dagli alberi e non solo...
Ma i marroni caduti si possono raccogliere...
La guerra in Iraq forse non è stata la scelta migliore, ma lasciare adesso l'Iraq sarebbe un tradimento per quel popolo
Non c'è un'alternativa - ha spiegato il premier - Abbandonare prima che ci sia una vera democrazia il Paese significherebbe tradire tutti gli iracheni che anche a rischio della loro vita sono andati a votare; tradire tutti coloro che si sono impegnati per questa nuova democrazia compresi coloro che sono caduti, alcuni anche figli nostri; significherebbe consegnare l'Iraq ad una guerra civile cruenta e senza fine; significherebbe destabilizzare l'intera regione


Caro Silvio, perderemo le elezioni ad Aprile, è molto probabile, ma tu non puoi permetterti il lusso di perdere il nocciolo duro della tua coalizione. Chi crede in questa sporca via per far nascere la Democrazia in altri Paesi e permettere a tutti i cittadini del Mondo di essere Liberi, chi crede prima nella Libertà e poi nella pace, chi si rispecchia in tutti questi valori, val ben più di qualche voto di sbandieratori di bandierine colorate.






permalink | inviato da il 31/10/2005 alle 9:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


4 ottobre 2005

voce del verbo abrogare

Ho letto finalmente le proposte del buon Scalfarotto che dovrebbero cambiare l'Italia, un Paese nel quale oramai, come tutti ben sanno, non esiste più la democrazia...(infatti, l'assenza di una opposizione in parlamento degna di tale nome è un deficit di democrazia).
A parte l'uso ridondante della parola "abrogare" e "eliminare" (io avrei usato "terminare") il programma in sè è come una lista della spesa, ma se non mi dici dove compro le cose si muore di fame. Poi, leggendolo bene si arriva alla conclusione finale. Una eventuale legislatura con governo Scalfarotto potrebbe durare 1 giorno. Un bel decreto Omnibus con titolo "Disfare tutto ciò che la CdL ha fatto in 5 anni".

Ivan Ivan...e tu saresti l'uomo nuovo....

1. Governo composto in pari numero da uomini e donne (e se fossero dispari i ministeri...)
2. Istituzione dei PACS e allargamento alle coppie gay e lesbiche del diritto a sposarsi e della possibilità di richiedere di adottare un bambino (che facciano un referendum, vediamo se superano il 2%)
3. Possibilità di versare l’otto per mille ad associazioni di volontariato non confessionali
4. Abrogazione del valore legale dei titoli di studio
5. Eliminazione dei concorsi universitari ed istituzione di un concorso abilitante a livello nazionale
6. Introduzione di una legge sulla violenza domestica e introduzione di un aggravante per i reati di genere nel Codice Penale
7. Approvazione di una legge sul conflitto d’interessi in linea con gli standard internazionali
8. Abrogazione delle leggi “ad personam”
9. Ritiro immediato del progetto di riforma costituzionale della CdL
10. Abrogazione della legge Gasparri e approvazione di una legge antitrust nel sistema delle telecomunicazioni
11. Abrogazione degli ordini professionali
12. Revisione della legge “Biagi” per far fronte alle attese di maggiore sicurezza di chi entra nel mondo del lavoro
13. Abrogazione della legge sull’Ordinamento Giudiziario
14. Abrogazione della legge Bossi-Fini e revisione della normativa sull’immigrazione per favorire l’integrazione degli immigrati e l’accoglienza di talento dall’estero
15. Inasprimento delle pene e previsione della procedibilità d’ufficio in tutti i casi per il reato di falso in bilancio e predisposizione di misure volte a garantire trasparenza e regolarità delle transazioni commerciali e finanziarie
16. Rilancio della cooperazione con gli altri paesi dell’Unione in tema di mandato di arresto europeo
17. Manovra correttiva dei conti pubblici volta all’urgente rientro nei parametri di Maastricht
18. Aumento delle risorse destinate alla ricerca scientifica
19. Revisione della Legge n. 40 sulla procreazione assisitita verso standard di tipo europeo
20. Rientro immediato delle truppe italiane dal’Iraq
21. Ritiro del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina
22. Risoluzione del problema del rifornimento idrico alle zone del Mezzogiorno ancora penalizzate
23. Istituzione delle primarie di collegio e per l’elezione dei sindaci e dei presidenti di provincia e regione
24. Abbreviazione dei termini per lo scioglimento del matrimonio
25. Depenalizzazione della vendita e del consumo delle droghe leggere
26. Istituzione di una commissione di studio sull’introduzione dell’eutanasia per i malati terminali
27. Approvazione di leggi antidiscriminatorie nei luoghi di lavoro
28. Abrogazione della caccia
29. Inasprimento delle sanzioni penali per tutti i reati di stampo mafioso e potenziamento delle norme sul sequestro dei beni mafiosi
30. Introduzione dell’etichetta etica per il rispetto dei diritti umani nei paesi in via di sviluppo
31. Eliminazione del segreto di stato sui fascicoli relativi alle stragi e ai depistaggi dei servizi segreti
32. Estensione del diritto di voto amministrativo agli extracomunitari residenti in regola da 5 anni
33. Diritto all’asilo nido per facilitare il rientro delle madri ai luoghi di lavoro
34. Pressione in ambito UE per l’adozione di una politica di riduzione dei dazi agricoli per sostenere l’economia dei paesi in via di sviluppo




permalink | inviato da il 4/10/2005 alle 19:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


3 ottobre 2005

Sconforto

Com'è possibile che un mio coinquilino (tedesco, ottimo livello di cultura, anche se a questo punto ne dubito) arrivi a paragonare il Governo di Israele con i terroristi palestinesi...e quindi, di consequenza il Governo degli Stati Uniti con Bin Laden...giustificandosi con "dipende dalla definizione che diamo di terroristi." Io trovo veramente disarmante che troppe persone la pensino così. E' assurdo che ancora si racconti la storia dei poverelli palestinesi senza casa, vittime della straprepotenza americana e israeliana. Inconcepibile...scoraggiante.




permalink | inviato da il 3/10/2005 alle 22:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

sfoglia     gennaio       

G
O
V
E
R
N
O

P
R
O
D
I

I
I
Giudizio sul governo Prodi

Positivo (votato csx)
Negativo (votato csx)
neutrale (votato csx)
Positivo (votato cdx)
Negativo (votato cdx)
Neutrale (votato cdx)
Positivo (non dichiara)
Negativo (non dichiara)
Neutrale (non dichiara)

P
A
R
T
I
T
O

U
N
I
C
O
Il nome del Partito Unico

La Casa delle Libertá
Alleanza dei Moderati
Il Partito delle Libertá




DIE MANNSCHAFT
Le ultime dallo spogliatoio

Subscribe in Rojo


United We'll Win




E come una foglia nasce fotosintetizza cade si sbriciola muore e diventa terra così io, Credo






Agonizzanti in un letto, tra molti anni da adesso,
siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni
che avrete vissuto a partire da oggi per avere l'occasione,
solo un altra occasione, di tornare qui sul campo ad urlare
ai nostri nemici che possono toglierci la vita
ma non ci toglieranno mai la liberta'!".
LIBERTÀ LIBERTÀ





(ATTENZIONE): L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.


United We'll Win




» Blogs that link here




BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Statistiche sito,contatore visite, counter web 
invisibile